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Racing on Maxis

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Racing on Maxis

per molti armatori di Maxi, la Rolex Capri Sailing Week apre concretamente la stagione velica in Mediterraneo. Partecipare a un evento così articolato, composto dalla classica offshore Tre Golfi e poi dalle regate inshore di Capri, pone necessità di programmare una vasta gamma di situazioni. Come, per esempio, rendere versatile l’armamento velico di un maxi, che imbarca vele diverse a seconda della regata, offshore o costiera. Ma non solo di vele si tratta!

La regata lunga da Napoli a Capri, di quasi 150 miglia, tradizionalmente è una questione di ... venti leggeri, e molti Maxi scelgono di regatare in equipaggio ridotto, per essere più leggeri e quindi più veloci con poco vento o nei temuti “buchi" di vento.

I Maxi Racer puri hanno una buona accelerazione già con 9/10 nodi di vento; a seconda di quanto peso si lascia a terra, un maxi di 70 piedi può sollevare la sua linea di galleggiamento di circa 5-10 mm rispetto a quando imbarca tutto l’equipaggio. La decisione di alleggerirsi, insieme alla scelta delle vele da portare a bordo, è quindi strategica e deriva da un attento studio delle previsioni meteo.

Una volta a Capri per il Maxi Yacht Capri Trophy, che si corre con il sistema IRC, si può scegliere giorno per giorno le vele e il numero di uomini da portare a bordo, quindi le scelte cominciano in banchina. Come regola generale, più breve è il percorso più vicine le barche saranno: ciò che fa la differenza sarà la capacità del team di mantenere il comando della flotta – se conquistata.

Si tende a essere prudenti, lasciando eventualmente a terra qualcuno se necessario, ma senza perdere di vista che il peso degli uomini a bordo serve anche per equilibrare lo scafo stesso, specie durante le manovre, che devono essere sempre veloci e fluide. È raro che si rinunci comunque a più di 2 uomini - sempre per le regate costiere. Spesso rimangono a terra i “big boys”, i grinder, dal momento che la loro forza – e il loro peso - non sono necessari per una regata costiera, specie se con vento leggero. Ma d’altro canto, lasciare loro a terra significa che altri dovranno fare le loro manovre, anche alle maniglie. Regatare su un Maxi è sempre un lavoro di team – e i team sono .... grandi! Se un Mini Maxi di “soli” 60 piedi ha un equipaggio di 15 o 16 persone, un Maxi 72 ne porta fino a 22, e per un Super Maxi i numeri salgono fino a superare i 30, senza contare gli eventuali ospiti. Su un Maxi 72 i grinder sono sei e forniscono un’enorme massa di energia in termini di lavoro fisico alle maniglie; se rimangono a terra, altri membri dell’equipaggio dovranno fare il loro lavoro.

Il pozzetto di un Maxi è composto dal trio navigatore, stratega e tattico, che comunica con l’armatore-timoniere (e con l’equipaggio a ridosso di ogni azione imminente) trasmettendo quanto ha concordato con stratega e navigatore.

Un altro trio, composto da prodiere, mezzo prodiere e drizzista, sarà all’opera in coperta, mentre c'è chi ... suderà sottocoperta per riporre nel minor tempo possibile le vela ammainata, la stessa che aveva poco prima porto perfettamente piegata.

Non dimentichiamo poi lo shore team, la squadra a terra. Per un Maxi 72 sono 4 o anche 5 le persone che a vario titolo sono a disposizione per gli eventuali problemi della barca: un velaio, un carpentiere, un sommozzatore e un esperto di idraulica.

Il sistema elettrico a bordo è gestito dal navigatore, mentre lo shore team è coinvolto anche nelle attività in mare, per esempio per la guida dei tender e per le più generali operazioni di delivery.
Il comandante, come suggerisce la parola stessa, è in carica quando la barca non regata. Spesso legato all’armatore da lungo tempo, e con la sua totale fiducia, di solito fa molto più di quanto più il suo ruolo richiederebbe. Diciamo che poco può succedere senza il suo benestare. Con una flotta di circa 20 maxi prevista per la Rolex Capri Sailing Week a maggio 2020, in gergo si parla già del “circo della vela in arrivo in città”. Velisti, familiari e amici, tecnici e responsabili della logistica, almeno 500 persone dovranno essere alloggiate, trasportate, nutrite e coccolate, coinvolte in situazioni disparate.

Mezzi tecnici e container sbarcheranno a Capri, e poi al termine della manifestazione ripartiranno di nuovo. Per coordinare tutto questo, gli yacht club organizzatori, le marine coinvolte e le Direzioni del porto, nonché le autorità delle città ospitanti lavorano tutto l’inverno per essere puntuali all’appuntamento con le loro squadre di uomini, e donne, esperti e appassionati.

Giornalisti e sponsor contribuiranno a dare visibilità all’evento. Molte mani da stringere, ogni anno, sorrisi da ritrovare, ricordi da condividere. E si riparte per una nuova edizione. Siamo tutti pronti a vivere un’altra emozionante Rolex Capri Sailing Week.

Rob Weiland Maxi 72 class manager

Traduzione: Maria Luisa Farris

Ven, 31 Gen 2020 © RolexCapriSailingWeek

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